Nonostante la sconsolante carestia di capolavori, la politica si è comunque imposta su questo festival. La nostra Palma del cuore è Notre Salut di Emmanuel Marre, strepitoso esercizio di cinematografia sulla mediocrità del male: pura sovversione di prospettiva, necessaria. Ma il vero “outlander” è il Thomas Mann di Pawlikowski